Il Ristorante de "
La Pieve Vecchia " occupa la struttura e l'area
nella quale tra il V e il VI secolo fu eretta
la pieve paleocristiana di Sant'Antimo.
Si tratta dunque di un
insieme architettonico antico, il cui fascino è rimasto
invariato nei secoli per questa sua origine cosė prestigiosa.
Essa ha sempre conservato
il nome di Pieve Vecchia, anche dopo che ,
attorno al secolo XI, la chiesa di Sant'Antimo fu trasferita
per motivi di sicurezza sulla collina al di là della
strada che collega Monterchi e Città di Castello, dove
è ancora visibile.
L'edificio fu da quel
momento utilizzato come struttura aggregata per l'amministrazione
dei " tenimenti " che Sant'Antimo possedeva tutto
attorno, ma anche come foresteria.
Tutto questo accadde sin
dagli inizi del Seicento, quando la Pieve Vecchia
e i terreni di pertinenza furono destinati prevalentemente
ad attività agricole.
Per la sua collocazione
al confine tra la Toscana e lo stato del Papa, lungo una strada
importante come quella che collega Arezzo e Città di
Castello, la Pieve Vecchia è
stata nei secoli un sicuro punto di riferimento per tutti coloro
che vi passarono di fronte.
Pellegrini, personaggi
delle diplomazie dei potentati medievali e delle corti rinascimentali
dell'Italia Centrale, condottieri e gente di ogni risma trovarono
sicuri approdi lungo questo tragitto breve e comodo che scorre
tra questo estremo lembo orientale della Toscana, l'Umbria settentrionale
e le Marche.
Il Ristorante de "
Pieve Vecchia " inizia dunque
la sua attività evocando tali memorie, che si rifanno
ad una storia illustre e impreziosita dai segni di laboriosità
e di ospitalità di questa terra altotiberina. |